15/10/2022. “Fare giornalismo in un clima di paura è molto, molto difficile”, dichiarava la giornalista Daphne Caruana Galizia aMarilyn Clark e William Horsley che la intervistavano per il loro lavoro di documentazione sfociato nel volume dal titolo Informare, una missione
La voce dei giornalisti in pericolo.
I rischi connessi alla professione giornalistica sono stati dimostrati dalla tragica uccisione, il 16 ottobre 2017, di Daphne Caruana Galizia, senza dubbio la giornalista più seguita a Malta. “Daphne Caruana Galizia – sostengono gli autori della ricerca – è stata la prima dei giornalisti di questo studio a essere intervistata; è stata uccisa appena 10 giorni dopo la registrazione dell’intervista. E già stato documentato come sia stata esposta a intimidazioni prolungate per diversi anni. Gli studi hanno mostrato che quando le persone sono esposte a intimidazioni costanti di varia natura rischiano di subire un trauma psicologico, che è stato concettualizzato come una reazione emotiva estrema in risposta a eventi inevitabili e negativi.”
In un mondo in cui l’informazione è la chiave di volta per comprendere l’attualità e il terreno in cui si combattono parte delle guerre che colpiscono il nostro pianeta, dare voce ai giornalisti è non solo necessario ma fondamentale per ridefinire il concetto di libertà.
Attraverso interviste a venti giornalisti di diciotto Paesi (inclusa l’Italia), Informare, una missione. La voce dei giornalisti in pericolo accende i riflettori su quelle forme di interferenza con la libertà di stampa a cui i professionisti del settore sono sottoposti e le strategie che questi ultimi impiegano per compiere la loro “missione di informare”.


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