11/03/2020. Con Bianca Mazzinghi, autrice del libro In Cina. Vino, società e costumi, abbiamo pensato di rilanciare alcuni articoli interessanti che leggiamo in questi giorni sulla Cina.
Ne pubblicheremo uno a settimana, tra quelli che secondo noi rendono meglio il senso sia degli aspetti a cui ispirarsi, sia delle contraddizioni di un Paese così complesso e allo stesso tempo affascinante, e che sono in qualche modo legati a passaggi o riflessioni che si trovano in questo libro.
Iniziamo con un bell’intervento dello scrittore Yan Lianke, ripreso da il Manifesto, che invita a esercitare la memoria individuale una volta che l’emergenza sarà superata, unico modo per ricordarci di chi ha sofferto e non farci trasportare passivamente dagli eventi, secondo copioni imposti. In Cina, come in Italia e in tutto il mondo, il ruolo della memoria è fondamentale.
“Nel vortice del grande torrente dei tempi, la memoria personale viene spesso considerata come schiuma ridondante, un futile zampillo o come un rumore assordante da mettere a tacere. (…)
Ed è proprio per questo motivo, cari studenti, che mi auguro che questa epidemia possa impartirci una bella lezione. Cerchiamo di diventare esseri pensanti dotati di memoria nella quale imprimere i nostri ricordi… Quando giungeremo a un punto di svolta nella lotta all’epidemia attuale, assordati dai rulli di tamburi e dal clamore trionfale delle celebrazioni di vittoria, potremo ancora udire e ricordare quelle grida strazianti e il pianto dei singoli individui, delle famiglie e degli emarginati. Non sarà la memoria individuale a cambiare il mondo, ma se non altro ci permette di avere un cuore autentico”.
Yan, famoso scrittore cinese residente a Pechino, spesso soggetto a censura, sottolinea l’importanza dell’individuo, delle scelte individuali, e della responsabilità di ognuno in un contesto in cui non è l’individuo a essere al centro.
“È necessario costruire una Grande Cina: quanto valgono i problemi quotidiani o le rivendicazioni del singolo rispetto al Grande Sogno Cinese?”, si chiede Bianca Mazzinghi nel libro.

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