25/07/2024. “Alcuni, infatti, non ne escono vivi – scrive Enzo Barnabà nel libro dal titolo Il sentiero della speranza. Storia e attualità della frontiera tra Italia e Francia. Sono stati contati più di quaranta migranti morti dal 2015 a oggi: travolti da treni o da tir; annegati nel Roja; caduti da sentieri scoscesi, come nel 1939 avvenne agli ebrei Pinkers e Kratochwil, o dai viadotti cercando di sfuggire alla polizia; sui tetti dei treni ridotti a un mucchietto di cenere dai 25.000 volt dei pantografi cui si aggrappano; spinti al suicidio dalla disperazione, come era stato nel caso della signora Goldschmidt. Ad essi probabilmente dovremo aggiungerne altri, coloro che giacciono in fondo ai crepacci e i cui corpi saranno scoperti casualmente in futuro. Diversi di questi morti sono rimasti anonimi, nessuna autorità consolare è venuta a occuparsene e forse i familiari in Africa ne ignorano la fine. Poco o nulla si sa della loro sepoltura. Quasi se ne volesse cancellare la memoria. Colpisce il contrasto con quanto avveniva ai tempi di Ugo Foscolo: Jacopo Ortis, vagando per queste montagne, noto “qua e là molte croci che segnano il sito de’ viandanti assassinati”.
Se i luoghi hanno una memoria, quella del fazzoletto di terra che si trova alla frontiera tra Ventimiglia e Mentone è straordinariamente intensa. Qui si intersecano mille storie di passaggi avventurosi: dai socialisti e dagli anarchici di fine Ottocento all’adolescente Curzio Malaparte che vuole recarsi in Francia per combattere contro i tedeschi, dagli ebrei in fuga dalle persecuzioni hitleriane a Primo Levi che desidera incontrare il suo compagno di prigionia ad Auschwitz, fino ai terroristi rossi e neri negli anni di piombo. Oggi, i sentieri alternativi ai valichi ufficiali vengono praticati dal “popolo della notte”. Chi proviene da Lampedusa o dalla rotta balcanica non vuole, di solito, restare in Italia. E Ventimiglia è il principale collo dell’imbuto in cui finisce chi cerca di lasciare la Penisola. Il sentiero della speranza è una lettura preziosa per acquisire informazioni che aiutano a capire un fenomeno epocale.

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