Il sequestro Moro: gli eventi dal 6 all’8 aprile in “Testimoni inconsapevoli” –
On aprile 6, 2018 | 0 Comments

06/04/2018. Davvero Aldo Moro è stato ucciso dalle Brigate Rosse, perché lo Stato ha seguito la linea della fermezza, rifiutando ogni trattativa? Il giornalista Alessandro Forlani in Testimoni inconsapevoli. La trattativa segreta che doveva salvare Aldo Moro, analizza i 55 giorni del sequestro del segretario della Dc attraverso la vulgata e le sue contraddizioni, le tante verità emerse in quaranta anni tra indagini e Commissioni e le testimonianze di quanti erano a conoscenza della trattativa per la liberazione di Moro.

Tra il 6 e l’8 aprile si verificano alcuni fatti importanti, che riprendiamo dal libro di Alessandro Forlani.

6 aprile

All’alba scatta un blitz delle forze dell’ordine, che però non darà risultati, nel comune di Gradoli, nel viterbese. L’azione è originata da una segnala­zione che l’allora semplice professore universitario Romano Prodi consegna al Viminale, dicendo di averla ricevuta nel corso di una seduta spiritica.

Il settimanale Candido, diretto dal senatore del Msi (Movimento so­ciale italiano) Giorgio Pisanò, dà la notizia che le Br stanno trattando sulla base della richiesta di un riscatto.

7 aprile

Il quotidiano milanese Il Giorno pubblica una lettera di Eleonora Moro: la moglie del presidente della Dc si dissocia dalla “linea dura” portata avanti dal mondo politico e dice di voler cercare in ogni modo di salvare la vita del marito. Familiari e collaboratori del rapito hanno iniziato da tempo la ricerca di ogni possibile contatto che porti alla li­berazione di Moro. Vengono sondati i gruppi palestinesi (storicamente amici dello statista e affini ai gruppi eversivi di Sinistra), gli avvocati dei brigatisti e della Raf (la tedesca Rote Armee Fraktion o Frazione dell’Ar­mata Rossa, gruppo terroristico di estrema sinistra nelle prime fasi co­nosciuto comunemente come Banda Baader-Meinhof), il presidente jugoslavo Tito (protagonista, con Moro, degli accordi di Osimo), la Santa Sede e gli agenti segreti amici dello statista.

8 aprile

Intorno alla prima settimana di aprile, secondo la testimonianza di vari pentiti della criminalità organizzata, mafia, camorra e ‘ndrangheta decidono di abbandonare l’azione, dapprima intrapresa, di aiuto allo Stato, in cambio di qualche contropartita, nella ricerca della prigione di Moro. Secondo i pentiti, le mafie in sostanza scelgono di schierarsi con il fronte politico, che preferisce che Moro venga abbandonato al suo destino.

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