#iorestoacasa, la solidarietà dei vip e l’analisi del divismo in “Le stelle non stanno a guardare”, di Manuel Lambertini
On Marzo 12, 2020 | 0 Comments

12/03/2020.«Io resto a casa». Quattro semplici parole che, prima di essere adottate dal governo Conte come titolo del decreto del 9 marzo contro il Coronavirus, erano già lo slogan di una campagna social rilanciata da quasi tutto il mondo dello spettacolo italiano.

Dopo Fiorello, Amadeus, Jovanotti, Ligabue, Paolo Sorrentino, Tiziano Ferro e Antonella Clerici hanno aderito all’appello, tra gli altri, Vasco Rossi ed Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Diodato, Ferzan Ozpetek e Nek, passando per i Pinguini Tattici Nucleari, Piero Pelù, Alessandro Borghi, Luciana Littizzetto, Barbara D’Urso, Alessia Marcuzzi e Mahmood: nel ringraziarli uno a uno, il ministro della Attività culturali Dario Franceschini ha poi ricordato come «restare a casa» sia «lo strumento più semplice che ognuno può mettere in atto per bloccare il contagio».

Poco prima dell’inasprimento delle misure governative, è arrivato persino un videomessaggio Facebook di Sharon Stone, che nel giorno del suo sessantaduesimo compleanno non ha mancato di incoraggiare l’Italia esprimendo «amore e supporto».

Chiara Ferragni e Fedez sono andati oltre: con una donazione personale di 100 mila euro, hanno avviato sulla piattaforma online GoFundMe una raccolta fondi per la creazione di nuovi posti letto nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano che in 24 ore ha superato i 3 milioni di euro.

Un gesto che ha riscosso grandi apprezzamenti dentro e fuori i confini italiani e che è in linea con l’impegno profuso da tutte le grandi marche d’alta moda nel contrasto alla diffusione del virus. Se Giorgio Armani ha destinato 1 milione e 250 mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, all’Istituto Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della protezione civile, a favore della Cina si erano attivati già a fine gennaio il gruppo LVMH di Bernard Arnault, con una donazione di 2,3 milioni di euro alla Croce Rossa cinese, il gruppo Kering, L’Oréal, Estée Lauder, Shiseido e altre grandi aziende. Bulgari ha finanziato lo Spallanzani di Roma per l’acquisto di un microscopio d’avanguardia, mentre Dolce & Gabbana hanno annunciato il loro sostegno alle attività di ricerca di Humanitas University.

A un’emergenza del tutto inedita, insomma, si è accompagnata una gara di solidarietà con molti precedenti. Le stelle non stanno a guardare di Manuel Lambertini è un saggio che prende in esame alcuni momenti di solidarietà del passato, anche molto recente, evidenziando come tali gesti di generosità abbiano una profonda natura autoreferenziale, e mettendo in luce il modo in cui hanno rivoluzionato il concetto stesso di celebrità.

Leave a reply