11 febbraio 1979, l’inizio della Rivoluzione islamica
On Febbraio 11, 2019 | 0 Comments

11/02/2019. Il 1° febbraio 1979 segna il trionfale ritorno in patria dell’Ayatollah Khomeini, che venne accolto all’aeroporto da tre milioni di persone. Come primo gesto Khomeini si recò nel cimitero di Behesht-e Zahra per rendere pubblico omaggio ai martiri della rivoluzione e lì tenne un vero e proprio comizio, attaccando il regime corrotto dei Pahlavi, invitando il popolo a seguire la rivoluzione e promettendo di «prendere a schiaffi il governo Bakhtiar».

“Il 5 febbraio – ripercorre puntualmente Antonello Sacchetti in “Iran, 1979. La rivoluzione, la Repubblica islamica, la guerra con l’Iraq” – Khomeini nominò Mehdi Bazargan a capo di un governo provvisorio, seppure l’esecutivo Bakhtiar era ancora formalmente in carica.

Il 9 febbraio gli Homafars, i cadetti dell’aeronautica, dichiararono fedeltà alla rivoluzione e la Guardia imperiale intervenne per evitare l’ammutinamento.
Immediatamente, nel pieno centro di Teheran, dove si trovava la caserma, si aprì un teatro di guerriglia urbana, con i gruppi armati che approfittarono delle circostanze per ingaggiare un confronto con i militari rimasti fedeli allo scià.
Furono due giorni di scontri molto cruenti, che si conclusero soltanto quando l’esercito dichiarò la propria neutralità. Lo stesso giorno, Bakhtiar si dimise e si diede alla macchia, riuscendo poi a fuggire a Parigi: era l’11 febbraio 1979, 22 bahman 1357 per il calendario solare persiano.

Dopo sedici mesi di proteste, sei di manifestazioni di massa e cinque di scioperi, la monarchia era caduta. Del grandioso impero dei Pahlavi non rimaneva niente.”

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