05/10/2023. “I primi a dare un senso direzionale al tempo furono i Greci, innamorati della navigazione e della scrittura. Si interrogarono su cosa esso fosse e in che modo si muovesse. Per la nostra appercezione, infatti, l’unica forma di rappresentazione sensoriale del tempo è quella di una dimensione del movimento – scrive Emiliano Laurenzi nel libro collettivo dal titolo Questione di tempo. Il viaggio temporale nei media: letteratura, cinema, serie tv e videogiochi, curato da Alessio Ceccherelli. L’appercezione è la consapevolezza di stare percependo qualcosa coi sensi. I primi tentativi di concettualizzarne il movimento andarono dunque verso l’idea del divenire: Eraclito e il suo celebre «tutto scorre». Il primo, però, a dare una sistemazione concettuale del tempo sarà Aristotele, nel Libro IV della Fisica, che lo concepirà come numero del movimento, continuo ed eterno, con un prima e un dopo. Per Aristotele, senza movimento non esiste neanche il tempo. Questa relazione viene formalizzata in maniera rigida e il relativo nesso diviene la categoria chiave con la quale far funzionare tutte le rappresentazioni del tempo – almeno fino alla seconda metà del XX secolo – e di cosa possa voler dire muoversi al suo “interno”. Questa del legame movimento/tempo, infatti, è anche una struttura dell’immaginario fra le più potenti e difficilmente rappresentabili. Questo tipo di strutture costituiscono lo scheletro, il telaio degli stessi processi conoscitivi, ideativi e teoretici”.
La concezione e la percezione del tempo sono cambiate nel corso della storia dell’uomo e della sua evoluzione culturale. L’ipotesi di base è che buona parte di questo cambiamento sia dipeso e dipenda (anche) da ragioni mediologiche; ovvero: i media influiscono nella definizione e nelle diverse articolazioni del tempo.
L’idea del viaggio temporale si precisa e si consolida sul finire del XIX secolo, grazie in particolare a H.G. Wells e al suo La macchina del tempo. Se in quel momento storico la prospettiva è nettamente rivolta al futuro (non a caso è in quel periodo che nascono le avanguardie), nel corso degli anni si evidenzia sempre di più la tendenza retrotopica a viaggiare nel passato. Quali significati e funzioni simboliche nasconde questa generale inversione prospettica?
In Questione di tempo il tema del viaggio nel tempo è affrontato da punti di vista sociologici e mediologici, approfondendolo in quattro casi studio, uno per ogni grande medium narrativo: la letteratura, il cinema, la serie tv, il videogioco.
Con saggi di: Alessio Ceccherelli, Emiliano Chirchiano, Mario Garzia, Emiliano Ilardi, Emiliano Laurenzi, Fabio Tarzia, Mario Tirino, Andrea Volterrani.

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