La crisi del Venezuela dalle sbarre del PGV di San Juan de Los Morros nel reportage-denuncia “I dannati”

28/01/2019. Ancora non si intravede una via d’uscita alla grave crisi economica e politica in cui è sprofondato il Venezuela, dove un’altra ondata di manifestazioni contro il governo di Nicolás Maduro, ha portato Juan Guaidò, presidente dell’Assemblea nazionale fortemente sostenuto dalle potenze Occidentali – Stati Uniti in testa seguiti a vario titolo e forza dai Paesi europei in contrapposizione con Russia e Cina, a difesa di Maduro –, ad autoproclamarsi Presidente del Venezuela in base all’articolo 233 della Costituzione venezuelana, durante un comizio tenutosi a Caracas. La reazione dispotica del presidente Maduro non si è fatta attendere e ha condotto il Paese nel caos e in un turbinio di violenze senza fine, tanto da far temere la degenerazione delle proteste in una vera e propria guerra civile tra le forze “filo-governative” e gli “anti-maduristi”.

Come scrive Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, nella prefazione del reportage “I dannati. Reportage dal carcere venezuelano più pericoloso del mondo della giornalista degli Esteri del Tg2 Christiana Ruggeri «Il Venezuela è un Paese allo sbando, dove si lotta quotidianamente per la sopravvivenza […]. La situazione politica che sta attraversando è un tema che spacca e divide, il dibattito è polarizzato tra maduristi (prima chavisti) e anti-maduristi, tra l’apologia di una piccola storia di successo rivoluzionario e la condanna di un regime repressivo che non esita a sparare contro i manifestanti».

Cosa che purtroppo è avvenuta anche negli ultimi giorni quando solo a Caracas hanno perso la vita almeno 26 persone e alcune centinaia sono state arrestate.

Amnesty International, in un comunicato stampa, dichiara di aver ricevuto segnalazioni sulla presenza in strada delle famigerate Forze d’azione speciale, il reparto della polizia nazionale bolivariana, in passato accusato di violenze e uso eccessivo della forza, a cui tuttavia non spetta la gestione dell’ordine durante le manifestazioni. «Questa loro presenza pone in grave pericolo la vita e l’integrità fisica delle persone che prendono parte alle manifestazioni. Vi sono già state gravi denunce sull’impiego di gruppi armati filo-governativi per cercare di impedire le proteste in varie parti del Paese […]  Protestare non può essere sinonimo di morte. Usare le pallottole per ridurre al silenzio chi pone legittime richieste riguardo ai diritti umani riduce ulteriormente le possibilità di una soluzione pacifica» ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, la direttrice di Amnesty International per le Americhe.

Una situazione drammatica che viola l’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei diritti umani, come denuncia Christiana Ruggeri, denuncia nel suo reportage. Un libro quanto mai attuale che, attraverso le sbarre del carcere di San Juan Los Morros, illustra la realtà di un Paese con ricchezze naturali enormi che vive da anni una profondissima crisi interna e su cui hanno posato occhi e interessi molti Paesi.

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