22/02/2021. “Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, i popoli dell’Occidente vivono una dimensione davvero collettiva. Il coronavirus è un problema dell’umanità intera, non del singolo: quel che riguarda me, riguarda tutti. Abbiamo un destino comune. Sappiamo anche essere un insieme, sebbene ognuno sia chiuso nella propria casa e nelle proprie angosce. Mi sento davvero parte di un tutto: non solo con la mia famiglia o i miei amici”.
Questa riflessione profonda su quanto ci abbia unito – soprattutto durante la scorsa primavera – il coronavirus, è tratta dal libro di Ilaria Sotis dal titolo La democrazia contagiata
Come Sars-CoV2 riguarda tutti i cittadini. L’autrice analizza il tema della democrazia, del nostro essere Paese e popolo attraverso tre diversi aspetti: quello di chi ha dovuto informare e raccontare cosa accadeva giorno dopo giorno; quello di chi ha operato sul campo e solo in un secondo momento ha potuto pensare a ciò che stava vivendo; quello di chi ha dovuto da subito analizzare il virus, imparare a conoscerlo, predisporre tutto il necessario per fare ricerca, perché solo questa può garantire la salute alla popolazione mondiale. Tre persone – tre ruoli – che in modo diverso ma complementare hanno dovuto guardare il virus in faccia e la prima domanda che si fanno è: come è stata contagiata dal coronavirus la nostra democrazia?
“Le riflessioni di Ilaria Sotis, le interviste che ci propone, smascherano il linguaggio delle retoriche che si servono di parole ad effetto come ‘eroi’ o ‘angeli’, per mascherare le carenze colpevoli di un sistema sanitario pubblico deliberatamente indebolito costringendo la gente che lo abita, e ne è responsabile, a turni massacranti con stipendi scarnificati”. (Moni Ovadia)
“Sono stato testimone, da ascoltatore e in parte anche come ospite, della qualità del servizio pubblico svolto da Ilaria Sotis. Come i radioamatori coi loro baracchini e le antenne piazzate sul tetto delle automobili durante i terremoti, la radio è stata la prima e spesso l’unica a produrre un’informazione tempestiva, efficace e di grande precisione”. (Riccardo Noury)
Con il patrocinio di Amnesty International

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