La memoria del passato, il ricordo di Giuseppe Uva in “La vita rubata”
On Giugno 12, 2021 | 0 Comments

12/06/2021. La sera del 13 giugno 2008 due amici guardano in televisione la partita di calcio Italia-Romania; poi escono, bevono, schiamazzano per la strada. Vengono prelevati e portati in caserma dai carabinieri. La mattina dopo uno di loro, Giuseppe Uva, è in ospedale, morto. Ciò che è successo durante quella notte è diventato materia di un processo durato quasi dodici anni, al termine del quale la Corte di Cassazione ha deciso di assolvere gli imputati da tutte le accuse. Per la morte di Uva non c’è nessun responsabile.

Tutto questo è contenuto nel libro dal titolo La vita rubata. Storia di Giuseppe Uva. Morto. Ma nessuno lo ha ucciso, curato da Fulvio Mazza.

“Una vita presa, strappata, buttata via, quella di Giuseppe Uva, rubata come fosse cosa di poco conto e di nessun valore, come il furto di un’autoradio o un qualunque altro reato ormai endemico nella vita notturna di una città”. (Luigi Manconi e Valentina Calderone)

“Da questo testo, basato su atti giudiziari, emerge la storia di una donna tenace e coraggiosa: Lucia Uva. Che ha restituito l’onore al fratello Giuseppe”. (Riccardo Noury)

Con il patrocinio di Amnesty International

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