06/05/2021. “Il 12 maggio 1949 i sovietici decisero di porre fine al blocco di Berlino. Solo una manciata di giorni più tardi nacque la Repubblica Federale Tedesca (RFT), con capitale a Bonn – ripercorre il giornalista Lucio Rizzica nel suo libro dal titolo Confine invisibile. Così volammo via dalla Germania Est. Theodor Heuss fu eletto primo presidente federale. Al neo-cancelliere Konrad Adenauer piaceva molto il modello sia dell’Impero Germanico di Carlo Magno sia della Confederazione del Reno di Napoleone: un breve confine con i cechi, una zona cuscinetto fra sé e i polacchi e nessun contatto con la Russia. Un modo per assicurare alla RFT democrazia e stabilita, prosperità economica e un nuovo ritrovato rispetto internazionale. Il fondamento della sua politica era l’integrazione con l’Occidente. Più importante ancora, in quella fase storica, la riunificazione di Berlino, che non era poi così distante da Bonn: circa 600 chilometri. La risposta politica da Est non si fece attendere e il 7 ottobre nacque la Repubblica Democratica Tedesca (DDR). Ora le Germanie erano ufficialmente due”.
Abbiamo così ripercorso due tappe fondamentali della storia contemporanea tedesca, con la nascita ufficiale delle due Germanie, divise non molti anni dopo, da un lungo muro. E il Muro di Berlino è al centro del libro Confine invisibile, che ricostruisce gli anni della guerra fredda, le diverse condizioni di vita da una parte e dall’altra del Muro, e i tantissimi tentativi di fuga verso Occidente.
“Il Muro, non ha solo diviso uno spazio ma anche il tempo”. (Alexandra Hildebrandt)
“La Germania Est è stato un Paese dalle possibilità limitate, che poneva limiti non richiesti: mentali, ideologici e fisici, contro lo sviluppo individuale di ogni singola persona”. (Gordon Freiherr von Godin)
“Muri, confini, frontiere non fanno parte di un territorio, non fanno parte di un paesaggio. È l’essere umano a costruirli”. (Viviana Trentin)

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