La prima guerra cecena, un estratto da “Interno Pankisi”, di Matteo Zola

24/03/2022. “L’anno che i russi attaccarono i nostri fratelli al di là del confine, anche da noi ci fu del subbuglio – scrive Matteo Zola nel romanzo storico dal titolo Interno Pankisi.
Nel Caucaso, dietro la trincea del fondamentalismo islamico
a proposito dello scoppio della prima guerra cecena nel dicembre del 1994. Il loro presidente aveva capelli d’argento e parlava in televisione dicendo che il suo esercito avrebbe portato la pace. Ero bambino ancora, ma già sapevo che la guerra ci avrebbe preso tutti, decidendo infine delle nostre vite. La Selima scuoteva la testa ripetendo: “La guerra verrà anche qui, i lupi scenderanno dai monti, ci caricheranno di nuovo sui treni e ci manderanno a crepare nel deserto”, ma niente di questo avvenne. Anzi la guerra fu vinta, o almeno così ci dissero quelli che scendevano da oltre il confine. Alcuni anni dopo i lupi sarebbero davvero scesi dalle montagne, ma nessuno si sarebbe più ricordato le parole della Selima. Fu così che gli aprimmo la porta chiamandoli eroi”.

Un uomo, mosso dal desiderio di appartenere a un luogo di cui ormai è straniero, torna nella valle in cui è cresciuto, tra le montagne del Caucaso. Lì ritrova il suo popolo, una minoranza musulmana di origine cecena scossa da tensioni religiose e sociali, e inevitabilmente la sua mente va al passato di quando era ragazzo, un passato in cui la storia personale e quella collettiva si incrociano: le guerre cecene, la diffusione del salafismo, la lenta scomparsa di una comunità e di una cultura.

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