La prima presa di Kabul, un estratto da “Nell’emirato dei talebani”

16/09/2026. “Una volta consolidato il proprio potere – simbolicamente rappresentato dalla presa di Kabul il 27 settembre del 1996–, i talebani applicarono la più rigida interpretazione della sharia fino ad allora mai espressa nel mondo musulmano, mischiando precetti tribali a ingiunzioni religiose che non avevano alcun legame con le consuetudini del luogo: vietarono ogni forma di intrattenimento, in particolare la musica, nonostante la secolare tradizione folkloristica dei pashtun e degli altri popoli afghani; sfregiarono qualsiasi raffigurazione iconoclasta di esseri viventi, accanendosi sulle immagini commerciali dei prodotti importati e facendo anche esplodere le colossali statue di Buddha a Bamiyan, probabilmente come atto di ritorsione nei confronti dell’etnia hazara; negarono l’istruzione femminile ed estesero su scala nazionale il rigoroso codice comportamentale e di abbigliamento che caratterizzava le donne pashtun dei villaggi meridionali; infine, obbligarono gli uomini a farsi crescere la barba come il Profeta, punendo ogni trasgressione alle regole imposte con brutali umiliazioni ed esecuzioni pubbliche”. Il ricercatore Gabriele Massano nel volume dal titolo Nell’emirato dei talebani. Storia e geopolitica dell’Afghanistan contemporaneo da cui abbiamo tratto il brano sopra riportato, dipinge un quadro fedele e accuratissimo dell’Afghanistan contemporaneo, un Paese remoto, spesso raccontato solo attraverso una serie di stereotipi. Massano nel corso del volume approfondisce la composizione etnica della società afghana, le dinamiche interne e le ingerenze estere che ne hanno esacerbato le fratture, analizzando fenomeni quali l’emergere del radicalismo religioso, il persistente divario culturale tra aree urbanizzate e campagne, la nascita del movimento talebano e le caratteristiche del primo emirato degli anni Novanta, così come il ruolo sociopolitico della coltura dell’oppio. Ampio spazio è dedicato alla matrice del fallimento dell’intervento occidentale e del suo approccio al contesto locale, ai fattori che hanno determinato il ritorno dei talebani al potere e a una disamina del nuovo emirato, evidenziandone le differenze rispetto al passato.

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