10/02/2022. “Le varie figure professionali che sostenevano e sostengono la sanità di base etiopica non sono certo i medici di famiglia come nei Paesi ricchi. Sono professionals e non professionals (paramedici ed ausiliari) con uno, due, tre o quattro anni di formazione di base che hanno contribuito a portare, tra successi e insuccessi, servizi omnicomprensivi di base nei più remoti villaggi, dalle ambe, le fredde praterie d’alta quota, fino ai bassopiani aridi e malsani. Ovviamente queste figure, dall’health assistant al tempo del Derg, la dittatura marxista di Menghistu, fino all’health extension worker, che dal 2004 in poi ha caratterizzato il diffondersi nel Paese di servizi decentrati di medicina preventiva e di base a livello di kebele (villaggio) e di household (tukul familiare), in gran prevalenza costituiti da donne, sono la spina dorsale del sistema di sanità pubblica. Medici e specialisti rimangono pochi e pochissimi. E sono molto più inclini a emigrare e quindi ad alimentare la fuga di cervelli”.
Il brano sopra riportato è tratto dal contributo di Carlo Resti al volume collettivo dal titolo A viverci è tutta un’altra storia curato da Giampaolo Mezzabotta, che ci mostra come ci sono Paesi al mondo in cui vivere è tutta un’altra storia rispetto a certe narrazioni e, come in questo estratto, un primo quadro delle figure professionali in campo sanitario in Etiopia.
Con testi di: Davide Berruti, Fulvia Boniardi, Maurizio Busatti, Emily Sofia Ceron, Augusto Cosulich, Filippo Curtale, Fabrizia Del Greco, Maria Grazia Dente, Luca Falqui, Anna Maria Gervasoni, Paolo Giambelli, Maddalena Grechi, Vincenza Lorusso, Marzio Marzot, Enrico Materia, Giampaolo Mezzabotta, Giovanni Norbis, Ilaria Onida, Carlo Resti, Jacopo Resti, Laura Salvinelli.

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