14/10/2019. “Noi scriviamo libri in un momento storico in cui sarebbe molto difficile determinare, in mezzo all’odierna sempre più turbata confusione dei programmi, delle convinzioni morali e politiche, in mezzo alla sempre più evidente vittoria delle macchine sull’uomo, cosa ne sarà delle competenze artistiche e poetiche, così care a noi esteti, che non potremmo immaginare neanche per un momento il mondo senza l’arte. Cosa ne sarà della poesia in mezzo a questo frastuono, in questo mondo odierno in cui, oltre al fanatismo politico e al rumore delle armi, prevalgono le cieche quantità? Cosa ne sarà del sentimento umano, vero, profondo e represso, che oggi, oppresso da molti pericoli, si perde sempre più nell’oblio della sua vera e genuina immediatezza?”
Con queste parole Miroslav Krleža accoglieva nel maggio del 1960 Jean Paul Sartre in visita nei Paesi del socialismo non allineato. Da questo breve estratto, citato da Silvio Ziliotto in La sentinella del piccolo popolo. Storia di Miroslav Krleža, l’uomo che visse sette vite, entriamo a contatto con Miroslav Krleža, di certo il più grande letterato e intellettuale del Novecento croato. Saggista, critico, drammaturgo, poeta, scrittore, anticipatore di correnti e pensiero, è stato spesso censurato per il suo anti-militarismo e le sue critiche graffianti sia sotto l’Impero austro-ungarico che durante il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Espulso dal Partito comunista jugoslavo nel 1939, avversato e scampato alla fucilazione del regime ustaša croato alla fine della seconda guerra mondiale, fu perdonato da Tito che lo volle alla guida della politica culturale del nuovo Stato federale socialista di Jugoslavia. Attraverso la sua vicenda umana e la sua incredibile produzione letteraria, Krleža si presenta come figlio e sentinella di un piccolo popolo, ma al contempo intellettuale mitteleuropeo tra i più innovativi e apprezzati. Non perdete l’incontro con l’autore organizzato domani a SCALETTE S. SEPOLCRO (CA), presso Hostel Marina, ore 18,30. Dialoga con l’autore Alessandro Aramu.

Lascia un commento