Le due facce di Kinshasa, presentazione di “Malembe malembe” il 16/2 a Fiorano Modenese (MO)

14/02/2025. “È molto bella questa zona – notò Francesco –. Moderna, pulita…”.

“Siamo in centro. Questa è un’area molto interessante, multiculturale, vivace. Qui ci vivono gli occidentali, ma anche gli imprenditori cinesi e i congolesi ricchi. Siamo a Kin-La-Belle, la bella Kinshasa, tutto il resto della città noi la chiamiamo Kin-La-Poubelle. C’è spazzatura ovunque, lo avrai visto, ma non è solo per questo che la chiamiamo la Poubelle: in questa città arrivano tutti i disperati che scappano dalla guerra, al nord e all’est, e tutti quelli che hanno lasciato il centro da quando le miniere non funzionano più come prima. Siamo diventati quasi venti milioni. Venti milioni di poveracci. Qualcuno dice che nei prossimi dieci anni arriveremo a trenta. Lì, invece, c’è il Congo ricco – aggiunse indicando l’altra sponda del fiume –. Quella è Brazzaville. Non è straordinario? Due grandi città, due capitali, si guardano allo specchio in questo fiume, che è anche il padre di due nazioni cui ha lasciato in eredità il suo nome. Non c’è un caso simile al mondo. Sono solo tre chilometri, in alcuni punti anche meno di due, eppure questi due-tre chilometri cambiano tutto. Là, da quella parte – disse puntando il braccio sul lato destro –, più o meno di fronte a noi, c’è l’altra vostra ambasciata. Lì, invece, poco più sulla sinistra, c’è il mausoleo dedicato a un mundéle italiano. Vedi, qui in Repubblica Democratica noi abbiamo avuto Stanley, lì invece hanno avuto Pierre Savorgnan de Brazza. Il nome sembra francese, ma era un italiano, in realtà. E questo ha fatto tutta la differenza”.

Giancarlo Attili, nel romanzo dal titolo Malembe malembe da cui abbiamo estrapolato un brano, ci racconta la storia di un giovane dentista alle prese con i traumi del passato che accetta di collaborare con una Ong per avviare un ambulatorio in una delle tante periferie prostrate di Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo. Qui si confronta con la difficile storia del Paese, la complessità della società, la fertilità della cultura ma anche con le contraddizioni del mondo del volontariato. La collaborazione con una collega dentista congolese che nasconde un grande dolore e il fatale incontro con uno stregone ultracentenario mettono in discussione le sue poche certezze e, dall’iniziale reciproca diffidenza, emergono lentamente potenti sentimenti capaci di curare le ferite più profonde dell’anima. Ispirato a una storia vera.

L’autore presenta il libro domenica 16 febbraio a FIORANO MODENESE (MO), presso Villa Cuoghi, via Gramsci 32, ore 18,30. Dialoga con l’autore Tina De Falco.

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