30/03/2020. Le autorità cinesi stanno studiando una serie di misure per far ripartire l’economia dopo la crisi del Covid-19, misure che contemplano – tra gli altri – prestiti più vantaggiosi, sgravi fiscali, sospensione dei prestiti e un piano investimenti dal valore di circa 50 mila miliardi di yuan, pari a 6,5 mila miliardi di euro.
Il South China Morning Post del 23 marzo – segnala la nostra autrice Bianca Mazzinghi – evidenzia che, su 22.000 progetti analizzati, si spazia da “investimenti in infrastrutture innovative, come la banda larga 5G o l’intelligenza artificiale il digitale, affiancati da investimenti in settori tradizionali, tra cui la costruzione di strade e ferrovie e impianti energetici a combustione fossile”. Quest’ultimo punto ha già sollevato molti timori tra gli ambientalisti, che segnalano in particolare come nella provincia di Shanxi, nel nord del Paese, una delle aree più dedita alla produzione e lavorazione di combustibile fossile, sia stata approvata la costruzione di nove nuove centrali elettriche alimentate a carbone, fonte energetica per eccellenza del Paese asiatico.

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