11/04/2023. “La prospettiva di attraversare il deserto del Taklamakan che in lingua locale significa “se entri, non ne esci” era una delle cose peggiori che potesse capitare all’epoca – scrive Stefano Berra nell’affascinante libro dal titolo Le Vie della seta. Duemila anni di storia e storie da Costantinopoli a Xian. Attorno al deserto nacquero infatti molte leggende. Al suo interno si poteva incappare in esseri maligni, eventi soprannaturali, una porta per il Regno degli Inferi. Non a caso, Marco Polo nella sua traversata verso la Cina si tenne sempre lontano da questo luogo pericoloso, senza mai attraversarlo ma solo fermandosi nelle oasi che lo costeggiavano.
In realtà nessun essere o evento ultraterreno era presente all’interno del deserto ma il clima era talmente ostile da far credere ai viaggiatori dell’epoca di essere veramente arrivati sulla soglia dell’inferno. Il clima passava dai 50 gradi del giorno, sotto un sole cocente, a meno 20 nelle gelide notti; si formavano anche enormi vortici di sabbia e sassi (le bufere erano così forti da immaginarsi di sentire ululati di lupi!). Talvolta verso metà mattina si alzava il Buran, un uragano di sabbia e sassi che sfiorava i 200 chilometri l’ora e che seppelliva le carovane”.
Un viaggio intenso e appassionante lungo quel groviglio di strade, sentieri e storie che nel corso dei secoli abbiamo imparato a chiamare “Vie della seta”. Un insieme di percorsi e di suggestioni che da Costantinopoli ci faranno giungere fino a Xian, nel lontano Oriente, dopo aver attraversato città meravigliose e regioni nascoste, seguendo le orme delle carovane di mercanti, nomadi e pellegrini del passato.
Di tappa in tappa, a ogni sosta il racconto delle vicende e delle leggende delle regioni attraversate e dei popoli che le abitano. Nasce così un percorso nella storia dell’umanità che un sottile ma robusto filo di seta lega al nostro presente e al futuro che sapremo costruire.

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