“L’esistenza del vedere”, un omaggio al cinema di Béla Tarr

04/09/2025. “L’arte, l’attività umana e professionale del regista ungherese Béla Tarr hanno pochi eguali nell’intera storia del cinema – scrive Amedeo Giulio Proietti Bocchini nel saggio dal titolo L’esistenza del vedere. Il cinema di Béla Tarr. In poco più di trent’anni di carriera, Tarr ha dato i natali ad opere autoriali di inestimabile profondità intellettuale, situandosi ogni volta sul crinale che separa e congiunge la meditazione filosofica e la prassi politica. I film di Tarr sono mondi archeologicamente interessati allo scandaglio abissale degli affetti e delle radicate idiosincrasie che strutturano le relazioni umane. La materia lampante di questa indagine è senza ombra di dubbio la realtà, colta nella sua immersione in un incedere inflessibile e vorticoso del tempo: ferita e chance per esseri umani erranti ai margini della propria esistenza”.

Monumentale meditazione sullo statuto del vedere, il cinema di Béla Tarr non ha mai cessato di scandagliare a fondo la carne del reale, mettendo a fuoco il cuore più recondito del nostro abitare storico. Attraverso una più ampia panoramica sul rapporto tra cinema e mondo, afferrato nel vincolo indissolubile che stringe medium, corpo e percezione umana, Amedeo Giulio Proietti Bocchini nel saggio dal titolo L’esistenza del vedere. Il cinema di Béla Tarr offre al lettore l’opportunità di interpretare la filmografia del regista ungherese come la ridente immagine di un perdurare del mondo, ogni volta sospeso tra una fine imminente e la cogenza del divenire.

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