13/12/2024. “Te lo ripeto: perché proprio il papà di Sofia? Cioè, davvero? È tipo l’ultima persona sulla Terra che avresti dovuto scegliere! Non capisco… mi sembra tutto così… così assurdo! E sapete cosa mi fa più male? È come mi fate sentire… come se fossi invisibile. Elettra, sei sempre stata quella che tutti notano, e Sofia, sei forte in un modo che io non sarò mai. E io? Io sono sempre stata quella… quella non abbastanza interessante.
Vi riempite la bocca di frasi come “non sono etichettabile”, ma siete solo capaci di etichettare chiunque vi stia attorno, me compresa. Ma adesso basta, eh! Non voglio più essere la vostra scelta di riserva, quella che va bene solo quando non c’è nient’altro. Io valgo, ok? Valgo tanto. E se devo essere da sola per farvelo capire, lo farò. Non posso più essere quella che sta lì ad aspettare che decidiate di farmi posto nella vostra vita. Ho bisogno di più rispetto, di più amore. Di più di tutto”.
Il brano che avete letto è tratto da uno sfogo di Naima, una delle protagoniste di Ago & Filo, una pièce teatrale di Antonio Roma che esplora la resilienza delle relazioni umane indagando come, nella continua ricerca di un equilibrio, legami sul punto di spezzarsi possano sopravvivere e trasformarsi, resistendo alla prova del tempo e delle avversità.
Arturo, padre rimasto vedovo, ha un rapporto schietto e molto stretto con la sua brillante figlia quattordicenne. Ma quando Sofia viene a sapere della relazione occasionale che il padre ha intrapreso con Elettra, sorella maggiore della sua migliore amica, Naima, i due saranno costretti a confrontarsi con le intricate trame della perdita, della crescita emotiva e dell’amore.

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