16/10/2019.Tantissime famiglie, si parla di almeno 150 nuclei, con molti bambini piccoli, vivono ormai da lungo tempo sotto i ponti che da Ciudad Juárez portano verso gli Stati Uniti d’America. I migranti sono in attesa di essere ricevuti dagli ufficiali di frontiera, vittime di un gioco più grande di loro, nel quale il presidente Trump spinge affinché il Messico venga considerato come Terzo Paese sicuro, per cui scatterebbe l’obbligo per i migranti che vogliono richiedere asilo negli Stati Uniti a farlo nel primo Paese di transitano, quindi il Messico. Al momento Guatemala, Honduras e il Salvador già hanno firmato l’accordo e sono considerati a tutti gli effetti come Terzo Paese sicuro. Nel caso del Messico, invece, quello che ad oggi esiste è il programma Migration Protocol Protection, che prevede che i richiedenti asilo in suolo nordamericano aspettino la risposta alla loro richiesta di asilo in Usa in Messico, dove povertà, corruzione, narcotraffico e traffico di esseri umani sono all’ordine del giorno.
“E proprio contro il commercio del transito umano si è scagliato Papa Francesco, che ha deciso di celebrare la Messa centrale della sua visita apostolica in Messico, nel febbraio del 2016, nella città simbolo di Ciudad Juárez”, come ricorda la giornalista Fausta Speranza nel libro Messico in bilico. Viaggio da vertigine nel Paese dei paradossi.
“Il papa ha parlato di «un passaggio, un cammino carico di terribili ingiustizie: schiavizzati, sequestrati, soggetti a estorsione, molti nostri fratelli sono oggetto di commercio del transito umano»”, continua il libro di Fausta Speranza. “Ha scattato una fotografia impietosa quanto sintetica e reale. «Non possiamo negare – ha detto ancora – la crisi umanitaria che negli ultimi anni ha significato la migrazione di migliaia di persone, sia in treno, sia in autostrada, sia anche a piedi attraversando centinaia di chilometri per montagne, deserti, strade inospitali. Questa tragedia umana che la migrazione forzata rappresenta al giorno d’oggi è un fenomeno globale. Questa crisi, che si può misurare in cifre, noi vogliamo misurarla con nomi, storie, famiglie. Sono fratelli e sorelle che partono spinti dalla povertà e dalla violenza, dal narcotraffico e dal crimine organizzato».”
Per conoscere meglio le mille facce del Messico vi invitiamo all’incontro con l’autrice organizzato giovedì 17 ottobre a TORINO, presso la libreria Trebisonda, via S. Anselmo 22, ore 18,30. Dialoga con l’autrice Tiziana Bertaccini.

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