01/03/2024. “È dall’inizio della guerra in Ucraina che la questione della Transnistria, tenuta nel congelatore dal 1992, rischia ciclicamente di diventare un pretesto per allargare il conflitto anche in Moldavia e quindi portarlo nel cuore dell’Ue, visto che Chisinau è ufficialmente un Paese candidato a entrare nell’Unione Europea – scrive Salvatore Giuffrida, autore del volume dal titolo Moldova, terra di frontiera. Un Paese al bivio tra Russia e Occidente. Il problema è che trovare una soluzione diplomatica ormai è sempre più difficile e il documento con cui il Congresso di Tiraspol chiede protezione alla Russia – atto meramente politico – ne è la prova: del resto a controllare il territorio in Transnistria sono i soldati russi e almeno dal punto di vista potenziale questo aspetto rende la situazione forse ancora più delicata rispetto alle condizioni in cui si trovava il Donbass prima del conflitto. Al di là di dichiarazioni e strumentalizzazioni politiche tipiche del tempo di guerra, c’è un altro punto: dietro al documento del Congresso di Tiraspol ci sono ragioni economiche legate ai nuovi dazi commerciali in Moldavia che gravano anche sulle merci prodotte in Transnistria e dirette all’esportazione attraverso Chisinau. Ma è proprio grazie al fattore economico che si può trovare una chiave per risolvere la questione Transnistria e l’Unione Europea deve farsene carico altrimenti in futuro rischia di trovarsi un altro potenziale Donbass in casa”. Moldova, terra di frontiera. Un Paese al bivio tra Russia e Occidente, un testo aggiornato per conoscere la Moldavia, dalla lontana Bessarabia all’attualità, una terra spesso considerata ai margini dell’Europa ma che ha un ruolo importante nella geopolitica della zona.

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