“Non posso permettermi di fallire”, il mantra ripetuto dalle migliaia di migranti che cercano di entrare in Europa

02/10/2019. Più di mille migranti sono morti nel Mar Mediterraneo quest’anno, secondo quanto dichiarato dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), citata da La Repubblica. “L’Unhcr chiede urgentemente un aumento della capacità di ricerca e salvataggio, compreso un ritorno delle navi statali dell’Ue nelle operazioni di ricerca e salvataggio e un riconoscimento del ruolo cruciale delle imbarcazioni delle Ong nel salvare vite in mare”, ha affermato il portavoce, Charlie Yaxley. Il dato fornito dall’Unhcr si somma alla dichiarazione del l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) secondo cui dal 2014 a oggi almeno 15.000 persone hanno perso la vita attraversando il Mediterraneo.

Per chi riesce a portare a termine il viaggio il primo impatto con l’Europa è il Centro di accoglienza, luogo “spaesante e, in qualche modo, spaventoso – sostiene Ilenia Marino nel libro appena uscito dal titolo Nelle sue scarpe. Lungo le tracce di chi è costretto a inseguire il sogno europeo. Aprendo la porta d’ingresso, infatti, si vedono tantissime persone, tanti volti sconosciuti che parlano contemporaneamente in lingue diverse e si è circondati da urla, corse, vestiti, scarpe e carte, carte ovunque…”.

La partenza, il viaggio, la fortuna di arrivare vivi, l’accoglienza, il futuro. Daniel, un ragazzo nigeriano, è la voce narrante di un testo che vuole aiutare a comprendere meglio i tragitti fisici percorsi da chi vuole richiedere asilo politico in Europa e quelli simbolici che si compiono affrontando gli ostacoli che la vita pone sul cammino di ogni individuo, aiutando ciascuno di noi a mettersi nei panni dell’altro. Daniel racconta sia la sua vicenda personale che quella di altri ragazzi che hanno vissuto con lui in un Centro d’accoglienza straordinaria italiano.

Il senso di solitudine di chi sa che non potrà mai più vedere la sua famiglia, il razzismo, lo sfruttamento nei campi, la paura di deludere chi contava sulla sua partenza per continuare a vivere sono i sentimenti ricorrenti di ognuno di loro. “Non posso permettermi di fallire”, si ripetono le migliaia di giovani che ogni anno cercano di entrare nella Fortezza Europa.

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