10/11/2022. “La lente d’ingrandimento è però piena di sottintesi. Ti ricorda che c’è qualcosa ancora più a fondo e più piccolo da osservare e che non puoi vedere con un’occhiata superficiale. È un oggetto semplice e complesso al tempo stesso. Nella sua semplicità, ti suggerisce che non è necessaria una grande fatica per osservare meglio le cose. Non sono necessari strumenti sofisticati; ne hai uno lì, sottomano. È però assolutamente inutile per ogni ricerca nell’inconscio, nei sentimenti, nelle relazioni interpersonali; inutile come se si pretendesse di poter scandagliare con quello strumento un imponente macchinario rugginoso. Per non parlare di quando si pretendesse di far emergere – sempre con la lente – trascorsi o drammi inerenti alla vita sessuale i quali, già di per sé, è spesso meglio vedere poco o non vedere per nulla. È indispensabile solo per gli entomologi, per chi spera di arrivare alla Conoscenza percorrendo una strada lunga e contorta: ammirando le elitre di una coccinella o le zampe di un grillo.”
Con questo brano, tratto dal romanzo di Piervalerio Reinotti dal titolo Notturno triestino iniziano le sedute tra lo psicanalista Ettore e il paziente Stefan, affetto da un blocco psicologico gli impedisce di percorrere alcune strade della città. Successivamente il dottore apprende da Stefan della misteriosa scomparsa della sorella Sabine, conosciuta in gioventù dal dottore e poi persa di vista. A seguito dell’improvvisa e inspiegabile interruzione delle sedute Ettore decide di mettersi alla ricerca dei due fratelli, contravvenendo a ogni regola deontologica della sua professione. Tra Trieste e Vienna, le indagini porteranno alla luce curiose trame, tra misteri che affondano le radici nel passato, luoghi del cuore, cavalli e inaspettati cadaveri.
Segnaliamo la presentazione del libro organizzata domani a UDINE, presso la libreria Friuli, via dei Rizzani 1/3, ore 18,00. Dialoga con l’autore Raffaele Tito.


Lascia un commento