Ottobre 1956, il ricordo della rivoluzione ungherese in “L’estate del Sessantanove”, di Andrea Rényi

22/10/2021. “Il 23 ottobre del 1956, a Budapest c’era stata una pacifica manifestazione studentesca convocata davanti alla statua dedicata a Sándor Petőfi, poeta e patriota della prima metà dell’Ottocento. Poi i manifestanti si erano messi in marcia e strada facendo verso il Parlamento decine di migliaia di persone li seguirono per ascoltare il discorso di Imre Nagy, politico di lungo corso ed ex presidente del Consiglio, che cercò di placare la folla, mentre in un altro punto della città altri manifestanti fecero cadere una gigantesca statua di Stalin. Contemporaneamente, un’imponente mol­titudine si era radunata davanti alla sede della Radio; la richiesta elusa dai funzionari dell’emittente di Stato di trasmettere il documento con i sedici punti dei ribelli era sfociata in uno scontro, che aveva causato un numero tuttora imprecisato di morti, perché alcune strutture sanitarie le avevano registrate con la data del giorno dopo. Le fonti più autorevoli stimano il numero delle vittime fra duecento e trecento. La rivolta si stava estendendo anche ad altre città ungheresi.

All’alba del 24 ottobre i sovietici invasero Budapest. Carri armati cir­condarono il Parlamento, presero posizione alle basi dei ponti e agli in­croci stradali principali. Nella notte i rivoltosi armati innalzarono delle barricate e la mattina si sentirono i primi spari”.

Il brano riportato è tratto dal memoir di Andrea Rényi dal titolo L’estate del Sessantanove. Cronache ungheresi e ci accompagna nel ricordo della rivoluzione ungherese attraverso gli occhi di Güzü, la giovane protagonista di questo libro delicato e denso, vero e proprio caleidoscopio della società ungherese durante mezzo secolo del Novecento. Un canovaccio di vicende suggestive, a volte sconvolgenti, tutte realmente accadute, a cominciare da quella di Imre Kertész, futuro Premio Nobel per la Letteratura. Le persone che fanno parte della vita di Güzü nei suoi primi diciassette anni formano un crogiolo di etnie, religioni, origini, culture e classi sociali diverse, tutte impegnate nel tentativo di trovare un proprio posto e il modo di sopravvivere alle burrasche della Storia in una delle aree geografiche più turbolente del ventesimo secolo.

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