“Piero Gobetti. La forza delle idee, la barbarie del manganello”, un estratto

18/02/2026. Il 16 febbraio del 1926 moriva, non ancora venticinquenne, Piero Gobetti. “Il Paese perdeva un giovane intelligente, studioso e capace – scrive lo storico Ugo Mancini nel volume dal titolo Piero Gobetti. La forza delle idee, la barbarie del manganello. Il fascismo forse ne traeva un vantaggio. Questo però indica quanto fossero ormai ampiamente divergenti gli interessi della nazione e quelli mussoliniani. Cosa avrebbero potuto dare di meglio al Paese, rispetto a Gobetti, i suoi bastonatori, parte di uno squadrismo definito da Terracini mercenario e feroce. Gobetti provava a indicare un cammino di giustizia e di civiltà. Alcune affermazioni potevano anche destare perplessità in chi pure non era lontano dalle sue intenzioni. Alcune potevano risultare oscure o disorganiche. Probabilmente le avrebbe sistemate o riviste o le avrebbe affinate, come aveva fatto tra “Energie Nove” e “Rivoluzione liberale”. Quale cammino stava seguendo Mussolini?”.

Ugo Mancini, in Piero Gobetti. La forza delle idee, la barbarie del manganello, traccia un ritratto accurato e profondo della figura di Piero Gobetti, un fervidissimo intellettuale, con un impegno civile profondissimo, dotato di un senso dello Stato profondo e, allo stesso tempo, giovane uomo innamoratissimo della moglie.

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