Proprietà e caratteristiche della liquirizia

18/09/2026. “La liquirizia è propria della regione mediterranea e dell’Europa orientale temperata, vive qua e là nella regione costiera e in altre località dell’Italia meridionale e della Sicilia, ma generalmente è da considerarsi solo come inselvatichita. (…)

La pianta non teme le gelate, preferisce terreni medi, argillososilicei o argilloso-calcarei del piano o delle colline in lieve pendio, profondi, sciolti, freschi e fertili mentre non ama i terreni compatti umidi o troppo asciutti. (…)

Le radici e gli stoloni della liquirizia di varia lunghezza e spessore, riunite in fascetti di color bruno, di sapore dolciastro e mucillaginoso, sono officinali. In esse è contenuto – oltre a saccarosio, mannite, asparagina, acido Malico, ecc. – un principio speciale detto glicirrizina, cui si deve il sapore caratteristico.

Si usa la liquirizia nelle malattie della gola, della trachea e dei bronchi, si impiega come costituente pillolare, come lassativo e in molte preparazioni farmaceutiche.

Il succo è usato per la birra nera inglese, per conciare alcuni tabacchi e per colorare taluni velluti; i residui o sanse della sua lavorazione ben macerati s’usano negli orti come concime”.

Il botanico Fabrizio Cortesi nel volume Piante medicinali coltivate, da cui abbiamo tratto il brano sopra riportato, ci descrive le caratteristiche, le proprietà e gli usi della liquirizia. Nello svolgersi del volume l’autore si sofferma sulle principali piante medicinali, descrivendole e fornendoci indicazioni sulle tecniche di coltura, le proprietà farmaceutiche e gli eventuali usi industriali di circa sessanta piante medicinali. Se dal punto di vista industriale molto è cambiato negli oltre otto decenni che ci separano dalla pubblicazione dell’opera di Cortesi, nel libro – che è anche una preziosa testimonianza di una cultura agricola autarchica della quale si è perso il ricordo – ci sono moltissimi spunti affascinanti per chi ami coltivare piante medicinali nel suo orto o sul balcone di casa, dall’aconito allo zafferano, passando per decine di altri vegetali utilizzati ancor oggi o riscoperti.

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