08/11/2022. A pochi giorni dal fischio d’inizio dei Mondiali di calcio in Qatar vogliamo porre l’attenzione – grazie al libro di Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International nel volume dal titolo Qatar 2022, i Mondiali dello sfruttamento di cui riportiamo un breve estratto –su quante vite umane sono state sacrificate per realizzare questo sogno e a quali limiti estremi è arrivato lo sfruttamento del lavoro migrante.
“Dall’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar, la popolazione di questo Stato è cresciuta di quasi due terzi.
Oggi il Qatar è la casa – assai precaria come vedremo – di oltre due milioni di lavoratori e lavoratrici migranti, provenienti dall’Asia e dall’Africa, che hanno pagato grandi somme alle agenzie d’impiego – spesso illegali – per trovare lavoro nel settore delle costruzioni, dell’ospitalità, della logistica e dell’assistenza domestica.
I lavoratori migranti costituiscono oltre il 90 per cento della forza-lavoro del Qatar. Senza di loro, i Mondiali del 2022 sarebbero rimasti un sogno.
Dal 2014, questa immensa e indispensabile moltitudine di braccia avrebbe dovuto beneficiare degli Standard per il benessere del lavoro adottati dal Comitato supremo e che, in teoria, risultano allegati ai contratti firmati con le imprese assegnatarie della costruzione degli impianti sportivi dei Mondiali del 2022. Di fatto, questi standard hanno riguardato solo 30mila lavoratori migranti. Una infima minoranza.”
Segnaliamo l’incontro con l’autore che si tiene domani a PISA, presso il Circolo Arci Alberone, via Sant’Agostino 199, ore 18,30. Dialoga con l’autore Dario Focardi.


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