16/01/2025. “Il Sessantotto è stato fatto da due categorie di giovani. L’una, quella barricadera e rivoluzionaria; l’altra, quella silenziosa, composta da coloro che studiavano e pensavano a laurearsi in fretta per ridurre gli enormi sacrifici dei loro genitori che li mantenevano agli studi. Inutile dire che io appartenevo al secondo gruppo, quello più numeroso. Tuttavia, non sono stato sempre in silenzio, ma neppure sovversivo o estremista: quando ho protestato, anche con vigore, mai ho prevaricato le altrui opinioni, cosa che, invece, tanti “compagni” del Movimento Studentesco hanno fatto. Poiché il mondo non era popolato solo da Che Guevara, da Ho Chi Minh e da leader rivoluzionari più o meno autentici, nella mia suprema ingenuità pensavo che per cambiarlo si dovesse procedere in modo non troppo hard: la prima cosa da fare era innalzare il livello culturale, a cominciare dal mio. Dunque, dovevo conseguire quel pezzo di carta, ossia la laurea. Solo così avrei avuto un’esistenza molto meno disagiata rispetto
a quella dei miei genitori; solo così avrei potuto dialogare allo stesso livello con i datori di lavoro, ossia con i padroni, con i politici, con gli alti prelati, con i giornalisti, in parole povere, con chi deteneva il potere, piccolo o grande che fosse; solo così avrei potuto mandarli a quel paese in modo elegante e sarcastico, quindi più efficace, come spesso mi è riuscito”.
Il brano sopra riportato è tratto dal nuovo libro di Angelo Gualtieri dal titolo Quando il cielo era con noi. Un outsider del Sessantotto, una testimonianza in prima persona del Sessantotto, vissuto tra l’Appennino modenese e la grande Bologna, in cerca di riscatto personale. L’autore presenta il libro domenica 26 gennaio a FIORANO MODENESE (MO), presso Villa Cuoghi, via Gramsci 32, ore 17,30. Dialoga con l’autore Tina De Falco.

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