“Rapporto 2020-2021. La situazione dei diritti umani nel mondo”, di Amnesty International, un focus sul Myanmar
On Maggio 4, 2021 | 0 Comments

04/05/2021. “In tutto il paese si sono verificate gravi violazioni dei diritti umani mentre è proseguito il conflitto armato interno tra l’esercito e i gruppi armati etnici – sostiene Amnesty International nel capitolo dedicato al Myanmar contenuto all’interno del Rapporto 2020-2021. La situazione dei diritti umani nel mondo -. Negli stati di Rakhine e Chin hanno avuto luogo attacchi aerei e bombardamenti indiscriminati da parte dei militari e migliaia di civili sono stati sfollati. I gruppi umanitari hanno affrontato gravi restrizioni alle attività, che limitavano l’accesso alle popolazioni a rischio. Negli stati di Rakhine e Chin, le autorità hanno imposto indebite restrizioni all’accesso alle informazioni, con un impatto negativo sulla possibilità per le comunità di ricevere notizie che potevano essere d’importanza vitale, sia durante la pandemia da Covid-19 sia nel corso del conflitto armato. La persecuzione dei difensori dei diritti umani è continuata in tutto il paese. Le autorità hanno imposto restrizioni arbitrarie ai diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione pacifica”.

Il Rapporto 2020-2021 di Amnesty International documenta la situazione dei diritti umani in 149 paesi durante il 2020 e fornisce analisi globali e regionali. Il volume descrive le principali preoccupazioni e richieste dell’organizzazione nei confronti di governi e altri attori. È una lettura fondamentale per chi prende decisioni politiche, per gli attivisti e per chiunque sia interessato ai diritti umani.

Durante il 2020, il mondo è stato scosso dal Covid-19. La pandemia e le misure prese per contrastarla hanno avuto conseguenze per tutti ma hanno anche messo in forte risalto, e in alcuni casi aggravato, le disuguaglianze e gli abusi sistematici esistenti. I lockdown e le quarantene hanno colpito in modo sproporzionato i gruppi marginalizzati, gli anziani e le persone che vivono nell’indigenza. Anche se prosegue la tendenza a criminalizzare la violenza di genere nel diritto interno, le denunce di violenza contro le donne sono aumentate. Molti governi hanno represso il dissenso, talvolta usando come pretesto le misure per controllare il Covid-19. Hanno fatto uso eccessivo della forza per sopprimere le proteste contro la brutalità della polizia e la discriminazione. Hanno messo a tacere le critiche di difensori dei diritti umani e oppositori con nuove limitazioni alla libertà d’espressione e il ricorso alla sorveglianza.

Il sistema di governance globale è stato messo a dura prova, anche a causa degli attacchi di potenti governi alle istituzioni multilaterali. Tuttavia, i leader mondiali avranno l’opportunità di plasmare un futuro post-pandemia più giusto, se metteranno i diritti umani alla base delle misure per la ripresa e la cooperazione internazionale.

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