Recensione per “Liberi dentro”

18/03/2019. “Se un vaso si rompe non necessariamente i suoi frammenti sono da buttar via. Un’antica tecnica giapponese, il kintsugi, insegna che, legandone i pezzi ormai inutili con un metallo prezioso, come l’oro, se ne può ottenere un’opera che sarà certamente diversa, ma arricchita, e il suo artefice potrà rallegrarsene nel mostrarne le crepe e le fratture evidenziate, e non nascoste, dalle luminose colate che la reintegrano”. Con queste parole inizia la recensione pubblicata su Questione Giustizia, a cura di Fabio Gianfilippi, al libro di Ezio Savasta LIBERI DENTRO, dove racconta della lunghissima esperienza come volontario nelle carceri italiane. Per leggere la recensione fare clic a questo link. Buona lettura.

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