13/05/2026. “L’Hutu Power, cui aderivano politici di vari partiti, oltre che intellettuali, militari, imprenditori, era un movimento eterogeneo che vedeva come punto unificante il pericolo di un ritorno dei tutsi, da dover impedire a tutti i costi, anche e soprattutto con l’uso della forza. La creazione di questo soggetto, che non era un partito ma era piuttosto un movimento di pensiero e di sostegno ad azioni violente e dirette contro i tutsi in maniera indiscriminata, era in netto contrasto con lo spirito degli accordi di Arusha e causò malumori e separazioni in alcuni partiti che avevano preso parte a quegli accordi. L’Hutu Power rappresentò la base ideologica di cui gli estremisti hutu avevano bisogno per giustificare le violenze che caratterizzarono sia gli ultimi mesi del 1993 e i primi del 1994, sia quanto accadde a partire dall’aprile del 1994”.
Nel 1994 in Rwanda gli estremisti hutu realizzarono un piano per sterminare i tutsi e una parte degli hutu moderati. Il genocidio ha portato all’uccisione di circa 800mila persone in soli tre mesi. Simone Lumia nel volume dal titolo Rwanda, da qualche parte in Africa. Storia di un genocidio dimenticato,da cui abbiamo tratto il brano sopra riportato,presenta, oltre ai fatti puntuali del genocidio, tutta una serie di altri aspetti fondamentali per comprenderlo e analizzarlo: fattori storici, avvenimenti di carattere mediatico e giuridico, le modalità di trasmissione della memoria che hanno accompagnato e preceduto questo tragico evento.
L’autore presenta il libro con Daniele Scaglione venerdì 22 maggio a TORINO, presso il Centro Studi Sereno Regis, ore 18,00.

Lascia un commento