03/08/2023. “Che differenza c’è tra gli operatori umanitari più maturi e i più giovani? – chiede a un collega Giuseppe De Mola, operatore di MSF, nel libro dal titolo Umanità in bilico. Medici Senza Frontiere in Italia, venticinque anni dalla parte degli esclusi.
Loro sembrano venire a lavorare per comprendere meglio se stessi, i propri limiti: il lavoro con MSF rappresenta solo una fase delle proprie vite oltre che delle proprie carriere professionali. Noi altri analizziamo, discutiamo sempre in quanto organizzazione, stiamo sempre a interrogarci su quanto le nostre attività siano pertinenti rispetto ai bisogni dei beneficiari, mettendoci sempre in discussione, giungendo a volte a forme di autocritica feroce”.
Un volume prezioso che tiene il conto di venticinque anni di attività di Medici Senza Frontiere (MSF) in Italia, rivolte soprattutto a persone straniere, ma anche agli italiani in condizioni di maggiore fragilità. Anni importanti, raccontati dalle donne e dagli uomini che hanno lavorato sul campo in modo poco autocelebrativo, autocritico, con la frustrazione per i risultati sempre in bilico in un’Italia che in un quarto di secolo sembra essere diventata sempre meno accogliente. Un racconto intimo, in cui più voci cercano di rispondere al dubbio se ne sia davvero valsa la pena.

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