Un assaggio da “La Piccola Parigi”

15/12/2020. “Il senso delle sue parole non fu chiaro, ma la vergogna che provai dentro per aver maltrattato quel bambino nascosto nel corpo di un omone mi atterrì. Lentamente, come se volessi arrendermi di fronte a loro, misi giù le pistole. E quando incontrai gli occhi della donna, capii che non tutto si può riparare e che le scuse, a volte, non sono nient’altro che un tentativo ipocrita di pulirsi la coscienza. Compresi, dunque, che per conoscere a fondo una persona si doveva osservare il suo comportamento con l’essere più debole”.

La Piccola Parigi, – il nuovo romanzo di Massimiliano Alberti da cui abbiamo estratto questo brano –  è abitata da un mondo di gente sola, dove le storie d’amore e di amicizia si rincorrono, tra gli stretti vicoli di un antico rione di Trieste, la città del vento, costruito nell’Ottocento dagli allora occupanti francesi. Willy Boy – un bambino imprigionato nel corpo di un adulto – e il suo grido di battaglia, “pen pen”, mettono in luce le fragilità e le debolezze del protagonista di questo romanzo avvincente e coinvolgente.

“Questa ‘Piccola Parigi’ mi fa sognare… è una vera favola!” (dalla prefazione di Brigitte Bardot)

Parte dei diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti in beneficienza a Il Gattile di Trieste.

Con il patrocinio de Il Gattile e di Montmartre mon coeur.

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