18/03/2026. Paola Zeni, docente universitaria specializzata in Studi sull’attorialità nel cinema e nei media, autrice di Glamour and pleasure. Bridgerton e la reinvenzione del period drama dedica una interessante riflessione sulla quarta stagione della fortunatissima serie tv Bridgerton.
“Con il finale della quarta stagione, Bridgerton raggiunge quella che si può ragionevolmente considerare la propria metà percorso: quattro stagioni già prodotte su un orizzonte di almeno sei (finora confermate), quattro fratelli consegnati al lieto fine su otto. Un momento, questo, in cui la serie sembra volersi guardare allo specchio e rimettere in discussione alcune delle proprie fondamenta – non i caratteri contingenti di ogni stagione, già di per sé variabili, ma i pilastri strutturali attorno ai quali l’intera macchina narrativa si era cristallizzata.
Il gesto più vistoso in questa direzione riguarda proprio Lady Whistledown. Penelope, la cui identità era sopravvissuta per tre stagioni all’ombra dell’anonimato prima di venire svelata, ottiene dalla Regina il permesso di deporre la penna: eppure il foglio scandalistico torna, con la stessa formula d’apertura, la stessa voce fuori campo (ancora quella inconfondibile di Julie Andrews), ma con un nuovo autore ignoto. Il pettegolezzo, ancora una volta, dimostra di non appartenere a chi lo scrive: sopravvive alla sua creatrice, si emancipa, cerca un nuovo corpo. L’identità del nuovo cronista resterà mistero almeno per un’altra stagione – la showrunner Brownell ha confermato che si giocherà con l’enigma a lungo – dando a questo rilancio tutta l’aria di un reset programmato.
Accanto a questo, il finale introduce una discontinuità di tono altrettanto significativa: la morte improvvisa di uno dei personaggi. Non un ostacolo romantico, non un rivale da sconfiggere, ma una perdita irreversibile, la prima vera tragedia adulta di Bridgerton, narrata con una misura inusuale per la serie. I nodi per la prossima stagione sono dunque più che appigli: sono spostamenti di registro, inviti a una Bridgerton meno garantita, più disposta al rischio emotivo. La favola resta – il matrimonio tra Benedict e Sophie ha segnato la conclusione della quarta stagione, la Regina benedice l’unione con una menzogna benevola – ma sembra che la serie, arrivata a metà strada, abbia deciso che per andare avanti non basti ripetere se stessa: occorre, almeno in parte, rifondare le proprie regole del gioco”.

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