Un estratto da “Chiacchiere tra cadaveri etnicamente diversi”

20/05/2023. Maggio 1992 in Bosnia Erzegovina l’Europa sperimenta nuovamente l’orrore dei campi di concentramento e di sterminio. Prijedor, Kozarac, Omarska, Trnopolje e Keraterm diventano i nuovi luoghi dell’orrore. Vogliamo ricordare quei terribili giorni con alcuni versi tratti dalla poesia Prijedor, contenuta all’interno del nuovo libro di Luca Leone dal titolo Chiacchere tra cadaveri etnicamente diversi

“Prijedor
città del prima.
Nulla torna, sai,
dalla fossa.
Ossa spandi,
vendicatore rozzo
di cause perse
centocinquanta
lustri orsono.
Tutto tace
laddove prima
vita mai
conosceva
cupo
il latrato
d’odio
e infamia”.

Quando la guerra bussa alla tua porta, non sai mai cosa potrà accadere. Lo scoprirai solo strada facendo. Forse lo potrai raccontare, se saprai sopravvivere all’orrore.

In questo libro, un mondo muore e uno nasce, macchiati dallo stesso sangue vivo di bambini, donne e uomini che chiedono, reclamano giustizia. Per tornare a sperare, per risollevare cuori intimoriti, per riprendere a vivere e a progettare il futuro. Una giustizia così grande, equa e necessaria da sembrare divina. Una giustizia che deve partire dal cuore di ciascuno senza coprire quel sangue con lo sporco dei nazionalismi, dell’indifferenza, della distrazione, dell’oblio. Una giustizia verso cui questo libro con determinazione tende.

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