Un estratto da “Gli ultimi giorni di Karol Wojtyla”

16/04/2025. “Avvicinarsi a San Pietro è un crescendo, come tutte le altre volte. Quando poi non devi affrettarti per il lavoro, puoi assaporare la bellezza, la sacralità dei luoghi. Sensazioni che restano impresse per sempre. Le file ormai sono incontrollabili, molti dovranno aspettare oltre venti ore per quei pochi secondi da trascorrere davanti al catafalco su cui è deposto il Papa. Ma sono attimi che vengono accompagnati dall’attesa, dal sentirsi un’anima unita ad altre centinaia di migliaia. Sono nei pressi di una fila laterale e mi si para davanti uno spettacolo unico, una scena che sa di umanità semplice, disposta al sacrificio e creativa. Una famiglia della provincia di Roma, attrezzata, accampata al limite di un’aiuola. Tavolino di legno, sedie, fornello da campeggio e pentola, con un inconfondibile odore di amatriciana”.

La scomparsa di Karol Wojtyla è stato uno degli eventi più rilevanti del XXI secolo e il giornalista di Rtl 102.5 Gabriele Manzo dedica a quei momenti il volume dal titolo Gli ultimi giorni di Karol Wojtyla. Giovanni Paolo II, il papa che visse due volte, da cui abbiamo estratto il brano sopra riportato. Un volume che ripercorre le ultime settimane di vita del papa polacco e che ci fa tornare alla memoria le potenti emozioni e manifestazioni di affetto legate al pontefice e alla sua ormai fragile salute. Un libro intimo e allo stesso tempo universale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *