Un estratto da “Gli ultimi giorni di Karol Wojtyla”

24/06/2025. “Persone e incontri sono termini essenziali della meraviglia – scrive la giornalista dei media vaticani Fausta Speranza nella sua prefazione al libro di Gabriele Manzo dal titolo Gli ultimi giorni di Karol Wojtyla. Giovanni Paolo II, il papa che visse due volte. Il senso più vero della nostra esistenza, vivere in relazione con altri, emerge in questo testo che ha la leggerezza della brevità, la profondità dell’autenticità, lo spessore della gratuità. È breve non solo perché l’autore, per felice deformazione professionale, ha il dono della giornalistica sintesi. È contenuto anche perché, nella sincerità dell’esperienza raccontata, che attiene ai “due mesi che precedettero la scomparsa di Giovanni Paolo II e i suoi funerali”, l’autore non ha pretese di contestualizzare o storicizzare quei momenti in un prima o in un dopo, come in tanti hanno già fatto. Si vuole, piuttosto, condividere con straordinaria immediatezza una personale esperienza. È un’esperienza d’impatto, forse inaspettato, con una dimensione nuova: oltre la fisicità dei corpi e la razionalità della mente, si scopre lo Spirito”.

La scomparsa di Karol Wojtyla è stato uno degli eventi più rilevanti del XXI secolo.

Gabriele Manzo ripercorre gli ultimi mesi di vita del papa polacco, riportando l’enorme ondata di interesse e partecipazione affettuosa a livello planetario. Wojtyla morì il 2 aprile del 2005 e le sue esequie posero il Vaticano e Roma furono ancor di più Caput Mundi. Un libro che, giorno per giorno, racconta qualcosa di speciale, svelando anche alcuni segreti e misteri sul decesso del papa.

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