21/06/2024. “Tutto a un tratto, mi manca Poldo. Come ho fatto a dimenticarmi di lui? Di quello che non si lamenta mai dei miei silenzi e non mi giudica per come mi vesto o per cosa dico. Forse qualche volta abbaia, sempre meno di quanto facciano i miei, però.
Babbo mi manca allo stesso modo, ma so che è in grado di cavarsela meglio del mio cane. Un animale domestico vive principalmente perché siamo noi a nutrirlo. Non può semplicemente aprire la porta, seguire il suo istinto e andare a cacciare. Può sperare di incontrare qualcuno che abbia cura di lui, che gli lasci qualche avanzo di cibo e una ciotola d’acqua. Ma se resta solo in casa per giorni, perché il suo umano non può ritornare da lui, difficilmente sopravvive. Un animale libero affronta pericoli di ogni genere ma ha abbastanza chances per sbarcare il lunario, e mentre noi pensiamo di salvarlo e di dargli una vita senza problemi, quando lo chiudiamo nella nostra casa calda e accogliente, in realtà lo mettiamo più a rischio di quanto crediamo”.
Il brano che avete letto, un delicatissimo atto d’amore per il cane di casa, è tratto dal romanzo di Rossella Ghigliotti dal titolo Ieri, prima che sia tardi, una vicenda ambientata in un prossimo futuro che vede protagonista un quattordicenne molto sveglio, Astor, e uno sgangherato gruppo di clienti di un supermercato, alle prese con una nuova assistente alle vendite, completamente robotica.
Le vicende della narrazione si intrecciano profondamente con riflessioni sul tema dell’Intelligenza Artificiale e sul rapporto sempre più stretto tra uomo e tecnologia, con tutto quello che ne consegue.

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