Un estratto da “Il paradiso è un posto con un Vermentino in frigo”

01/03/2022. “Ho passato metà della notte insonne, poi ho preso un paio di antinfiammatori che hanno dato un risultato modesto verso l’alba, ma adesso il dolore è tornato.
Metto un biscotto nel latte, lo recupero, lo mangio e vado al lavoro convinto di farcela, ma il dolore non mi dà tregua. Ora anche il pensiero mi fa disperare. È più di un tarlo, è paura vera. A metà mattina non sostengo più il dolore e scappo di nuovo dall’ufficio per andare dal medico.
La dottoressa mi visita, parla di un movimento a freddo, una contrattura. Mi prescrive Voltaren, Muscoril e un trattamento fisioterapico.
Io devo assolutamente rimettermi in piedi per lunedì, non posso andare al mare in ginocchio. Manuela è in preda all’angoscia. Io ho anche paura che succeda qualcosa, paura di fare un movimento sbagliato, quello definitivo, quello finale… ho paura di cadere e di non riuscire ad alzarmi più per settimane. Ho paura”.
Il brano sopra riportato è tratto da Il paradiso è un posto con un Vermentino in frigo
e altre cose che si avvicinano alla felicità
,
esperienza autobiografica di Roberto Botturi, un padre affettuoso con il pallino per la musica che lamenta un forte mal di schiena e il giorno dopo scopre di avere il cancro. Cercando con l’ironia di domare la rabbia e i disagi, comincia le cure: “Faccio una chemioterapia da giovane, così mi tolgo il pensiero”, dice agli amici. Con l’umorismo sopravvive al pietismo e cerca dei lati positivi nella sua condizione di temporanea disabilità, mentre nel viaggio verso la guarigione si compie una trasformazione dell’uomo che tenta di dare il giusto senso e peso ai gesti della vita, concedendo maggiore spazio alla follia. Gesti che acquistano un’importanza prodigiosa.

“Questo è un libro cattivo e impietoso, perché ti fa scoppiare a ridere che non te l’aspetti, con una precisa vocazione al sarcasmo e all’autoironia anche quando parla di chemioterapia, di paura della morte, di amore per i propri cari; cattivo perché ti mette di fronte a uno specchio anche quando non vorresti, non sei presentabile, provi rancore nei confronti del destino e il rancore ti imbruttisce”. (Rocco Tanica)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *