Un estratto da “Il vino nei costumi dei popoli”

10/09/2025. “È noto a tutti il vino che si traeva antichissimamente e si trae ancora oggidì presso alcuni popoli dall’albero della palma – scrive Corrado Corradino ne Il vino nei costumi dei popoli. I Circassi formano un liquore inebriante mescolando il miele con un alcool tratto dai semi di canapa. I Cinesi ne ricavano dal riso; i Tartari dalle carni di castrato e di agnello, e altri popoli da una infinità d’altri ingredienti. Che più? Gli stessi Americani prima che conoscessero il vino, preparavano, al dire degli storici, bevande alcooliche colla mollica di pane masticata, coi semi di grano e con altri prodotti vegetali, e avevano tanto in onore queste bevande che fissavano certe feste speciali a scopo di ubbriacarsi, feste dalle quali escludevano come non abbastanza degne, le donne. Ma appena conobbero il vino vi si abbandonarono con vera frenesia vendendo per averne tutto quanto possedevano; nel che non facevano che imitare gli antichi Galli i quali, secondo che racconta Ateneo, davano per un bicchiere di vino i loro schiavi e le loro case, e talora vendevano persino la propria libertà”.

Nel 1880 a Torino si tenne un ciclo di undici incontri dedicati al vino; uno dei relatori fu Corrado Corradino, il cui intervento, dal titolo Il vino nei costumi dei popoli, è un viaggio colto ma mai pedante, piacevole e ironico ma senz’altro serio, sulla storia del vino nelle culture dei principali popoli che hanno abitato la Terra nell’antichità, facendo arrivare fino a noi quei costumi e quei commerci che a molti ancora oggi sono così cari.

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