Un estratto da “La dimora degli dèi” di Martina Galletta

10/03/2022. “Il viaggio era stato un incubo.
“Non voglio mai più sentir parlare di calcio in vita mia”, pensò Britta.
Rudi riusciva a fare una tragedia per l’assenza dell’Austria ai Mondiali che quell’anno si erano svolti in Francia, ma sembrava incapace di rendersi conto della catastrofe alla quale l’Europa – e forse tutto il globo – stava andando incontro.
L’unico conflitto che pareva interessare il suo futuro marito e il padre di Britta era quello sportivo: metà del viaggio in auto era stato speso commentando il tradimento di Matthias Sindelar, il campione austriaco che dopo l’Anschluss si era rifiutato di portare i colori della Germania nazista.
“Sindelar ha tradito la squadra, non è degno di rappresentarci”, aveva esclamato Rudi, mentre correva a tutta velocità sulla stradina di montagna al volante della sua BMW nuova di zecca, dono dell’aristocratica madre Sylvia per l’imminente matrimonio.
Il padre di Britta, Markus Sommer, sollevò impercettibilmente gli angoli della bocca in un cenno di approvazione, l’unica pallida forma di calore emanata dal glaciale genitore della ragazza”.
Un assaggio da La dimora degli dèi, il primo romanzo di Martina Galletta, ora in libreria. È il dicembre 1938: la Germania nazista ha annesso tra l’11 e il 12 marzo di quell’anno l’Austria, dando inizio al vortice di eventi che condurranno alla seconda guerra mondiale. Britta, la giovane figlia di un ricco industriale austriaco, raggiunge un lussuoso albergo al confine tra Svizzera, Germania e Austria insieme al padre e al fidanzato, astro nascente del Partito nazionalsocialista. Sono diretti in Germania, dove il loro matrimonio è l’evento mondano più atteso del Reich.
Britta, indipendente e testarda, vorrebbe un destino diverso da quello impostole dalla società e dalla famiglia. Una nevicata eccezionale costringerà gli ospiti a trattenersi nel resort più a lungo del previsto. E, tra omicidi, furti, cene luculliane, autopsie improvvisate, strudel, amori discutibili e continui colpi di scena, la luce sinistra del nazismo si avvicina sempre di più, proiettando la sua lunga ombra sull’albergo e sui suoi ospiti e rivelandone, senza scampo, la vera natura.

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