Un estratto da “La rivincita dei falliti. Maschere e antieroi in Better Call Saul”

15/01/2024. “La premessa narrativa di Better Call Saul e di Breaking Bad si fonda sul percorso (im)morale dei protagonisti – scrive Massimiliano Coviello nel testo dal titolo La rivincita dei falliti. Maschere e antieroi in Better Call Saul, – dal quale si origina un sistema di eventi significativi sul fronte della trama. In altre parole, si tratta di due serie tv in cui le azioni sono comprensibili solo a partire dalle caratteristiche del personaggio che le compie e sono dunque questi ultimi a garantire la coesione e la coerenza del mondo narrativo nel suo insieme. Sono le trasformazioni interiori dei protagonisti, come l’emergere di nuovi desideri e bisogni, a innescare la narrazione (si parla infatti di serie tv character driven). Walter White scopre di avere il cancro e inizia a spacciare droga; James McGill, dopo molti fallimenti e umiliazioni, diventa un avvocato senza scrupoli. E inoltre sono le scelte estreme di questi ultimi (nel primo caso la morte, nel secondo la prigione) a determinare la fine del racconto”.
Non è stato semplice competere con Breaking Bad, uno dei capolavori della serialità contemporanea. Eppure, dopo aver superato lo scetticismo iniziale, Better Call Saul è riuscita ad affermarsi nell’affollato panorama seriale, fino a diventare un cult. Con le sue sei stagioni, lo spin-off creato da Vince Gilligan e Peter Gould ha introdotto nuovi personaggi ed elementi stilistici, sperimentando soluzioni narrative capaci di dialogare con la serie madre e di espanderne le cornici spazio-temporali. La rivincita dei falliti. Maschere e antieroi in Better Call Saul ci parla di una serie e dei suoi personaggi complessi e delle loro traversie, verso cui è impossibile non provare affetto e simpatia, al di là di ogni questione morale ed etica che derivano dallo svolgersi dell’azione.

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