10/09/2026. “Francka corse per la casa, dio sa cosa stava cercando. Avvolse un grande pezzo di pane nella pezzuola, in mano il libro delle preghiere con la copertina in osso, anche il fazzoletto aveva già sulla testa, mal legato e troppo grande per lei, così che la testa quasi non si vedeva. La madre appoggiò dieci centesimi di fiorino sulla tavola e disse: «Usa bene i soldi e non sprecare!». Francka mise da parte il denaro e, agitata e smaniosa, sentì un dolce sapore: solo per Pasqua e Natale le davano una moneta di rame, e con essa per ore passava tra le tende davanti alla chiesa. Quando, sulla porta, si girò verso la madre e la sorella, il suo sguardo era colmo di gratitudine e amore”.
Lungo il pendio (Na Klancu), da cui abbiamo tratto questo brano, èuno dei romanzi più famosi del grande letterato sloveno Ivan Cankar, tradotto in italiano da Michele Obit. La vicenda si ambienta nel diciannovesimo secolo, nella povera realtà rurale del tempo. Francka è una ragazzina che vive con la madre e la sorella in una quotidianità segnata da continui sacrifici, dalla preoccupazione per i suoi familiari e dall’incapacità, forse dall’impossibilità, di uscire dal circolo vizioso della povertà.
La misera esistenza contadina la costringe a dover lavorare prima per una vedova, poi per il capostazione del paese. A vent’anni si sposa, ma il matrimonio, dal quale nascono tre figli, ha un epilogo imprevedibile. La vita di Francka prosegue, tra rinunce e sopraffazioni, sino all’epilogo di questo capolavoro della letteratura slovena. Il pendio, la periferia del paese, dove ha casa la famiglia, diventa il simbolo della rassegnazione al proprio destino della gente del tempo.
La vicenda è ispirata alla storia della famiglia di Ivan Cankar.

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