Un estratto da “Matti d’Africa”

01/07/2025. “La malattia mentale in Africa è vista come un argomento tabù – scrive il dott. Giuseppe Quintavalle nell’introduzione a Matti d’Africa. Appunti di viaggio di un medico digitale. La lezione basagliana non è arrivata, complice la cultura del luogo, la superstizione, la mancanza di terapie farmacologiche: insomma, chi ha una malattia mentale in Africa, o chi soffre di epilessia, può essere percepito come una persona vittima degli spiriti e per questo lesiva per sé stessa o per gli altri”.

Il nuovo libro di Michelangelo Bartolo, dal titolo Matti d’Africa. Appunti di viaggio di un medico digitale, è incentrato sulla figura di Grégoire Ahongbonon, l’uomo che ha liberato migliaia di persone legate con ceppi e catene ai margini di tanti villaggi, ormai noto con l’appellativo di “Basaglia d’Africa”.

Bartolo, medico che da oltre vent’anni percorre il continente africano in lungo e in largo per aprire servizi di Telemedicina, incrocia il suo cammino con quello di Grégoire Ahongbonon e ci racconta, con stile diretto e intriso di sana ironia, del percorso di un uomo al servizio degli altri.

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