31/03/2023. “Il vecchio Amir, prima che sulle rive dell’Indo nascesse il villaggio del Tarbela, costruito appositamente per accogliere gli occidentali venuti a costruire la diga più grande del mondo, aveva prestato a lungo servizio come bearer presso gli inglesi. Vecchi o nuovi colonizzatori che fossero, di sicuro erano formali e sussiegosi come sanno esserlo i britannici per vocazione ed educazione. Da loro Amir doveva aver imparato quel suo riserbo e la discrezione con cui restava a osservare uomini e cose. Sapeva mantenere le distanze senza per questo risultare indifferente o scostante. Più che per formazione ricevuta, però, Amir era rispettoso per indole.
Prestava attenzione alla gente e spesso intuiva i desideri altrui prima ancora che fossero espressi a parole. Un servitore ideale, anche capace di prendere iniziative, ma adesso disorientato dai suoi nuovi padroni, i genitori del bimbo. Giovani italiani che pretendevano di trattarlo come se fosse un impiegato anziché un subordinato. Questo lui non lo riteneva opportuno. Sapeva per esperienza di vita che, così facendo, si confondono i ruoli e si scombinano i rapporti in una società che deve avere le sue strutture ben preordinate. Ma il vecchio Amir mostrava indulgenza nei loro confronti. Erano una coppia molto giovane, ancora inesperta di quel suo mondo e del mondo in generale. Si rendeva conto che non avevano la classe degli inglesi, che in ogni circostanza sanno qual è il posto che si conviene a ciascuno. Ma venivano dall’Occidente anche loro e col tempo avrebbero imparato”.
Il brano sopra riportato è tratto dal libro di Benedetta Trevisani Michele e la Luna. Gli italiani in Pakistan negli anni Settanta e la grandiosa diga di Tarbela, testimonianza autobiografica unica della costruzione, a inizio anni Settanta, di una enorme diga in materiale sciolto sull’Indo. Qui l’autrice ci porta a conoscere meglio le dinamiche di lavoro con Amir, presenza fondamentale e insostituibile nella vita della famiglia e nella formazione dei primi anni della vita del piccolo Michele.

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