26/02/2024. “Da Lucia, un’amica del Sud Sudan – scrive Giampaolo Mezzabotta nel suo testo contenuto nel libro collettivo dal titolo Senza barriere. Posti lontani, genti sconosciute e umanità in cammino, appresi che l’uso di rimuovere un incisivo ai bambini appena nati non è un’insensata crudeltà e nemmeno il residuo di qualche tradizione atavica dei Dinka, una delle popolazioni che vive in quelle terre, ma una misura giustificata dal permanere di un’alta prevalenza di tetano neonatale in quel Paese. L’infezione tetanica porta a una contrazione generalizzata di tutti i muscoli, compreso il massetere, quello che usiamo per serrare forte la bocca nell’atto della masticazione. Se il massetere è contratto dal tetano, la bocca del bambino non si apre nemmeno forzandola e il bambino non può mangiare né bere, finendo presto per morire disidratato. Il foro creato dall’incisivo rimosso permette invece di inserire una cannuccia in bocca al bimbo, idratarlo e tenerlo in vita nella speranza che il tetano abbia un decorso favorevole”.
Nei troppi Sud del mondo si consumano tante vicende umane, come quella sopra riportata; alcune a lieto fine, altre purtroppo con un tragico epilogo. Testimoni diretti di queste esperienze di vita sono i cooperanti, il cui scopo è quello di essere catalizzatori di sviluppo – mai imposto dall’alto – insieme alle comunità con le quali lavorano.
Dai luoghi più remoti e meno conosciuti dell’Africa (e non solo) giungono le storie raccolte in Senza barriere. Posti lontani, genti sconosciute e umanità in cammino, il cui scopo è diffondere conoscenza e consapevolezza sulle condizioni di vita nei Paesi più poveri del globo, compresi quelli da cui provengono i migranti che giungono in Europa.
La complessità del mondo contemporaneo è di non facile interpretazione e richiede l’ascolto di fonti disparate. I cooperanti che raccontano in questo libro sono, in modo irrinunciabile, una di esse.

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