30/07/2025. “Eppure si chiamava Orfeo, un nome grande quanto un destino, oppure una semplice beffa della casualità. Quando era giovane e credeva ancora di avere il diritto di fantasticare e di seguire i propri sogni, cercava di trovare un motivo che giustificasse il suo nome. Invano. Avvicinandosi a metà della sua vita, non osava più porsi domande in merito. Era abbastanza intelligente da capire che i veri interrogativi non trovano mai risposte. Eppure si chiamava Orfeo: tra tutti i nomi presenti nell’universo, il suo era proprio questo… anche se non sapeva cantare, non amava Euridice, le giornate passavano insignificanti e non aveva mai osservato la Luna. Almeno fino a quella notte, quando si accorse del gigantesco disco in cielo, luminoso e terribilmente solo, immobile e indecentemente triste, come l’esistenza di un uomo comune che non aveva mai avuto il diritto di chiedersi se fosse felice. Scoprì che la Luna era bella, silenziosa, ma anche ricca di parole e di significati, congelati all’interno del suo disco alla stregua delle lacrime dimenticate nel profondo di un cuore irrigidito”.
Il brano sopra riportato è tratto dal racconto dal titolo Il Paese senza il lunedì, contenuto all’interno di Sette viaggiatori in cerca di una meta, firmato da Olga Irimciuc.
Un viaggio, indipendentemente dalla sua natura, comporta sempre una rivelazione interiore che si traduce in un’insolita scoperta della meta, smentendo spesso il progetto iniziale di chi lo intraprende. In questo libro, i sette percorsi raccontati permettono di configurare una definizione simbolica del viaggio nella sua più ampia gamma di formule e interpretazioni. Ecco allora i viaggi reali, che ci permettono di scoprire i più disparati luoghi del pianeta; quelli autoriflessivi, che consentono di ripercorre i momenti essenziali di una vita, lasciando intuire lucidamente il senso tragico dell’esistenza umana; quelli che assumono la forma di un’incredibile avventura alla scoperta dell’universo, umano e non, riscattando la condizione spesso d’inferiorità dei protagonisti.
Un libro incantevole, all’interno del quale la narrazione si costruisce utilizzando un linguaggio metaforico e simbolico che mette al centro il lettore, portandolo dolcemente a spasso tra le pagine del tempo e dello spazio.

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