03/04/2026. “Uomo a Rendere nasce così: come un atto minimo di custodia. Un atto che afferma che nulla è davvero scarto, se qualcuno ha il coraggio di guardarlo. Un atto che prova a restituire respiro a ciò che non ne ha più. Un atto che dice, piano ma con ostinazione, che anche nell’ombra di una discarica può brillare – se sappiamo ascoltarla – una forma fragile e potente di verità. E che il teatro, quando trova corpi capaci di abitarla, può ancora darci la forza di riconoscerla”.
Antonio Roma, scrittore, regista e attore di teatro civile, con questo brano tratto da Storie di terra arsa ci presenta una delle quattro drammaturgie che compongono questo nuovo lavoro.
Sono tutti testi uniti da un robusto filo rosso che passa dai margini (il Sud, la fabbrica, la malattia, la precarietà), alla memoria come unica forma di resistenza; sono testi che condividono una poetica della sottrazione e che incarnano i valori dell’Agenda Onu 2030 su parità di genere, dignità del lavoro, diritto all’educazione, salute, riduzione delle disuguaglianze, giustizia climatica e culturale.

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