Un estratto da “Trieste, 1974” di Massimiliano Stefani

23/03/2022. «A Hollywood ci sei mai stata?», domandò Ruggero stringendo tra le mani il volante della Fiat 850. La ragazza seduta al suo fianco girò la testa che teneva voltata verso il finestrino. Stavano percorrendo in quel momento, in salita, il curvone dell’università, in via Fabio Severo.

«Eh, sì, in America… magari… non sono mica ricca come te…», rispose sarcastica la giovane.

Ruggero di rimando sorrise; immaginava una risposta come quella e la sperava, anche, perché se Maja non conosceva Hollywood, il punto panoramico di Conconello, dove si fermavano in macchina le coppiette a scambiarsi effusioni, era un buon segno, voleva dire che si trattava di una “ragazza a posto”, secondo il suo metro di giudizio.

Il brano sopra riportato è tratto dal romanzo di Massimiliano Stefani dal titolo Trieste, 1974, un viaggio ambientato negli anni Settanta in una Trieste affascinante e multietnica, percorsa dalle inquietudini e dalle tensioni politiche dell’epoca, mentre l’intera Italia è sconvolta da sanguinosi attentati, come quello al treno Italicus. L’autore ricostruisce con attenzione e cura lo sfondo sociale e la psicologia dei personaggi, intrecciando i loro vissuti in un intenso romanzo storico che si legge tutto d’un fiato.

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